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Guidonia, interrogazione su campo rom abusivo

In provincia di Roma, nel comune di Guidonia, si vive nell’estremo paradosso: da una parte c’è l’assoluta mancanza di presidi di primo soccorso, dall’altra i residenti devono subire da anni la presenza di un campo nomadi abusivo sui terreni dell’Asl sul quale si spendono ingenti risorse economiche per bonificare le aree in questione sommerse anche da rifiuti speciali, quindi altamente inquinanti e potenzialmente pericolosi per la salute dei cittadini. Bonifiche sollecitate anche da Acea al Questore e alla stessa Asl Rm5, per non rischiare di compromettere anche gli acquedotti sottostanti.

Per la precisione, tanto per rendere l’idea di cosa stiamo parlando per chi non conosce bene la situazione, si tratta di un campo nomadi situato sui terreni dell’ex Pio Istituto Santo Spirito sul quale già nel 2018 l’Asl Rm 5 ha stanziato 19mila euro per bonificare i rifiuti dell’area; nell’aprile di quest’anno, con delibera n. 433, l’Asl Rm 5 ha stato stanziato un importo di spesa pari a 39mila euro per l’affidamento del servizio di assistenza tecnica e normativa relativo all’espletamento di una serie di attività di coordinamento per la complessa gestione dei rifiuti speciali e non e dei rifiuti abbandonati su questi terreni; fino ad arrivare al 30 settembre 2019, quando l’Asl Rm 5 ha affidato il servizio di raccolta trasporto e smaltimento presso impianti specializzati di rifiuti urbani misti, speciali pericolosi e non pericolosi per 169mila euro.

Queste somme pubbliche sono un vero spreco; risorse che potrebbero essere evitate e investite decisamente in modo più costruttivo e più efficiente per la sanità del Lazio! La situazione della sanità regionale la conosciamo tutti e non ha bisogno di altre presentazioni, per questo non possiamo permetterci di mantenere un campo rom abusivo, per di più nelle vicinanze di un plesso scolastico nel quale, in questi anni, si sono verificati diversi furti di auto, violenze, roghi tossici, scippi e vari atti di criminalità. A maggior ragione se si parla di un comune, come quello di Guidonia Montecelio, dove oltre al problema della mancanza dei presidi di primo soccorso, esiste una situazione emergenziale in termini di personale e dotazione che affligge il più prossimo Ospedale di Tivoli, il S. Giovanni Evangelista: basta pensare che gli oltre 200mila residenti tra Tivoli e Guidonia hanno attualmente a disposizione soltanto 174 posti letto che riescono a coprire appena il 31,4% del bisogno dei due distretti.

Come si può facilmente prevedere, quindi, questa situazione provoca danni non solo di sicurezza ma anche di igiene ambientale e, ad oggi, sembra non esserci da parte dell’autorità competente una richiesta di sgombero.

Ciò che mi chiedo e sul quale ho interrogato la giunta è se esista una soluzione che permetta la rimozione e il conseguente risparmio di tali somme di cui la sanità laziale avrebbe decisamente bisogno.

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